Il Decretone contro i giochi d'azzardo del ministro della Salute Balduzzi è l'ultima trovata dello Stato italiano, una nuova cura per salvare gli italiani affetti da ludopatia, peccato che esistono pericolosi effetti collaterali in questo ultimo provvedimento che, come unico obiettivo, ha quello di raccogliere soldi per le casse dello Stato.
Se lo Stato fosse mio Padre, direi che si comporta proprio in modo strano, come se fosse affetto da una duplice personalità. Un giorno mi accarezza e il giorno dopo mi piglia a mazzate, confondendomi e non aiutandomi a capire cosa sia giusto o sbagliato. Decisamente un pessimo genitore che cambia continuamente idea.
Se fosse mio Padre, lo farei curare da un bravo medico per aiutarlo. Ma purtroppo, lo Stato come posso aiutarlo?
Per ironia della sorte, in questo caso specifico, è il Ministro della Sanità a proporre un decreto che contrasta quello precedente emanato dal governo, ossia quello che autorizzava e aprive le frontiere ai giochi dazzardo in Italia. Manovra che ha permesso a molti imprenditori di investire negli apparecchi di gioco, dando vita ad un comparto che, oggi, da lavoro ad oltre 100.000 persone e che impegna circa 5800 aziende. Un settore che rende alle casse dell'erario oltre 4 miliardi di euro all'anno.
Eppure, non sono trascorsi decenni da quando i giochi d'azzardo sono stati legalizzati in Italia. Non è un mistero o una novità il problema delle ludopatie in Italia. Quando è stato deciso di aprire le sale da gioco online e offline e, di consentire l'apertura di quasi 150.000 agenzie di scommessa su tutto il territorio nazionale, come le: videolottery, ricevitorie, agenzie... Allora, a nessuno passò lontamente l'idea che tutti questi punti vendita avrebbero potuto in qualche modo esserre dannosi per qualcuno?
Tranquilli tutti, da oggi, mio "Padre", ha pensato e trovato la soluzione l problema!
Facciamoci delle semplici domande
Se mio Padre fosse un bravo genitore che si preoccupa di suo figlio cosa farebbe? Tasserebbe i giochi o li toglierebbe per sempre dalla circolazione?
Il Papà Stato vuole tassarli e allontanarli dalle scuole e dalle zone residenziali. Come se così nessuno li vedesse. Dimenticandosi che, soprattutto per i più giovani che utilizzano abitualmente tablet e smart phone, non serve nemmeno girare l'angolo per trovare un luogo dove giocare, ma lo possono già fare semplicemente collegandosi online.
Se i punti di scommessa sono oltre 500 metri da un istituto scolastico è più facile non cadere in tentazione? Poi scusate, è brutto vedere dei giocatori d'azzardo aggirarsi in un quartiere per bene. Molto meglio far aprire una videolottery o un'agenzia di scommesse in un quartiere operaio o ai margini, così, se a qualche poveraccio gli è rimasto un euro, può giocarselo subito al gratta e vinci o al Lotto.
Caro Papà, se proprio vuoi fare qualcosa di utile cerca di essere coerente con te stesso. Vuoi salvarci dal gioco? Allora vieta tutti i giochi a partire dalla schedina del Totocalcio al Lotto, dal supernalotto ai Casinò, dalle agenzie alle ricevitorie, lotterie...
Oppure, non hai mai pensato di fare un'indagine per capire quali sono i giochi rischiosi e non equi, quelli potenzialmente più dannosi per il cosidetto "giocatore patologico"?
Se invece preferisci lasciarci liberi di fare quello che vogliamo - giocare o no. Non tassare questo comparto, perchè rischi solamente di far chiudere uno dei pochi settori che lavora in Italia in questo periodo di crisi.
Voglio far presente a mio Padre che, in internet, ci sono un numero imprecisato di siti che offrono tutti i giochi che si trovano anche in Italia con Promozioni e Bonus più alti. Ti dirò di più, alcuni di questi offrono jackpot altissimi e video slot (il gioco preferito dagli italiani) che qui ci sogniamo. Per giocare in uno di questi centri di scommessa, è sufficiente collegarsi online. Se tutti quelli che giocano improvvisamente dovessero decidere di giocare altrove. Lo Stato Italiano, perderebbe anche l'entrata più importante che gli è rimasta, quella dei tanto odiati e maltrattati giochi d'azzardo.
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